Sicurezza nel Condominio: I Fulmini

Il fulmine, una scarica elettrica di origine atmosferica che da sempre affascina e preoccupa gli uomini.


Nella nuova Norma CEI EN 62305 il fulmine è inteso come quattro sorgenti di danno per evidenziare che i problemi nascono sia quando esso colpisce direttamente la struttura o il servizio entrante (ad esempio la linea di energia o telefonica), ma anche quando cade in prossimità (scarica indiretta).

 

Nell'era di Internet, la presenza di sistemi elettronici ed informatici a livello capillare dalla grande industria alla piccola abitazione, rendono gli impianti sempre più sensibili alle sovratensioni. I danni che ne derivano sono spesso incalcolabili, in quanto il costo dei materiali danneggiati è irrisorio rispetto ai fuori servizi e/o ai dati perduti. Le statistiche, pubblicate dalle compagnie d'assicurazione, forniscono indicazioni sulla dimensione e sulla tipologia del problema. I danni arrecati dalle sovratensioni, sono della stessa entità di quelli arrecati dai furti. La stratificazione dei dati evidenzia inoltre che i danni arrecati dalle scariche indirette sono 1000 volte superiori a quelli dovuti alle scariche dirette.

 

Il territorio italiano è colpito da circa 1.350.000 fulmini l'anno e ciascuno di essi può potenzialmente arrecare danni. Ne consegue una necessaria adozione di sempre maggiori misure di sicurezza sulle infrastrutture degli edifici e negli impianti.

 

Quando le dimensioni della struttura, il suo contenuto e le condizioni della zona portano a considerare il rischio di fulminazione diretta, è necessario adottare un impianto di protezione esterno (parafulmine) coordinato con un efficace impianto di protezione interno. Nelle strutture adibite a civile abitazione, generalmente il rischio di fulminazione diretta è minimo, ma non sono da escludere sovratensioni indotte, quindi per assicurare che le apparecchiature elettriche ed elettroniche non siano oggetto di danno e possano offrire le loro prestazioni anche in presenza di disturbi, è sufficiente, ma necessario, un impianto di protezione interno.

 

 

Pericoli dovuti al fulmine

  • La fulminazione diretta della struttura provoca danni materiali alla struttura come incendi, esplosioni, rilascio di sostanze tossiche e danni agli apparati per sovratensioni e sovracorrenti dovute all'accoppiamento induttivo e resistivo;

 

  • La fulminazione indiretta della struttura provoca danni agli apparati per sovratensioni indotte per campi elettromagnetici irradiati da fulmini a terra in prossimità della struttura;

 

  • La fulminazione diretta della linea entrante provoca danni agli esseri viventi per fulminazione sul servizio (tensioni di contatto), danni materiali alla struttura per fulminazione sul servizio (incendi, esplosioni, rilascio di sostanze tossiche) e danni agli apparati per fulminazione sul servizio;

 

  • La fulminazione indiretta della linea entrante provoca danni agli apparati per sovratensioni indotte;

 

 

Cosa fare

Al primo accenno di temporale è necessario scollegare le apparecchiature più sensibili dai servizi esterni (energia, dati, telefono ed antenna), operazione che implica di essere presenti e che le apparecchiature siano sconnettibili (cosa ad esempio non possibile per la centrale termica, l'impianto videocitofonico e gli impianti industriali).

 

Inserire nella polizza dello stabile la voce fulmini e sovratensioni.

 

Oppure è possibile installare un impianto di protezione interno per la messa in equipotenzialità dei conduttori passivi ed attivi entranti nella struttura. Un impianto opportunamente dimensionato ha una vita media di 30 anni (per la realizzazione di questa protezione è necessario l'impianto di terra, il quale dovrebbe essere già presente per altri motivi di sicurezza).

 

E' inoltre possibile effettuare la verifica dei rischi dovuti ai fulmini secondo la nuova norma CEI EN 62305-1/4, per valutare le probabilità di fulminazione e decidere come realizzare la protezione (le strutture che sono già soggette alla norma 46-90 hanno l'obbligo della verifica dei rischi del fulmine).

 

 

Scopo dell‘impianto di protezione esterno

L'LPS esterno ha la funzione di intercettare i fulmini sulla struttura, compresi quelli sulle facciate laterali, e di condurre la corrente di fulmine dal punto d'impatto a terra. L'LPS esterno ha anche la funzione di disperdere la corrente nel terreno senza che si verifichino danni termici o meccanici e scariche pericolose in quanto in grado d'innescare incendi o esplosioni.

 

 

Sovratensioni

Con la parola sovratensioni si intendono impulsi di tensione aventi ampiezza superiore alla tensione di rete.

 

 

Scopo dell'impianto di protezione interno

Le varie norme e la "buona tecnica" precisano, come base per una buona protezione da sovratensioni, l'equipotenzialità sistematica di tutti i corpi metallici, sia di quelli passivi (tubazioni di acqua e gas, scale e soppalchi metallici, ecc.) che di quelli attivi (cavi elettrici di energia, telecomunicazioni, ecc.). Questa equipotenzialità si compone di normali collegamenti di terra, i più corti e rettilinei possibili, diretti tutti verso un unico punto: il nodo equipotenziale.

 

 

 

Fonte ConfAbitare.it